Andrea Rossi : Intervento su Crocifisso

January 15th, 2010

Come cattolico ritengo offensivo il modo in cui  Brandoni voglia strumentalizzare il Crocifisso facendone mero pretesto della contrapposizione politica. Non solo. Tra l’altro impostata in questo modo la questione non serve altro che ad alimentare divisioni, sofferenze, ad interrompere faticosi processi di dialogo intessuti da anni.

Il crocifisso è il simbolo di un Dio che ha amato talmente tanto l’uomo da farsi mortale e a sacrificarsi per l’umanità e le parole che campeggiano nei manifesti in cui il Pdl si dice l’unico e il vero detentore dei veri valori cristiani, contraddicono nei fatti il senso vero del messaggio Evangelico, che è ascolto, apertura, tolleranza e rispetto sempre e comunque. E il concetto di “identità cristiana”, che sempre nei manifesti viene sbandierato come ad elusivo appannaggio del Pdl, inteso come un confine o qualcosa che marca la distanza o la differenza, è proprio l’opposto del cristianesimo.

Provo rammarico dinanzi al fatto che si faccia del crocifisso un simbolo di identità contrapposta alle culture di chi entra nel nostro paese, di chi la pensa diversamente, di chi crede in un altro Dio, quando la Scrittura e il Vangelo sono messaggi di accoglienza, non di contrapposizione allo straniero: “Il forestiero che soggiorna fra voi, lo tratterete come colui che è nato fra voi, tu lo amerai come te stesso”. Il cristianesimo innanzitutto è universalità. Nessuno che sia contro altri uomini può dirsi dalla parte di Dio.

È ignobile brandire il crocifisso come arma per  nuove crociate e contro questa tentazione la politica deve dare l’esempio e “costruire la pace”, cioè  una convivenza comune, dove nessuno, quale che sia  la sua cultura od origine, sia respinto e nessuno abbia motivo di sentirsi minacciato.  E non vale dire che altrove, in altri paesi magari, questo non è garantito. E non si dica, minimizzando, che è solo una tradizione. Non è così, perchè per chi ci crede il crocifisso è un messaggio vero, attuale e che ci spinge a cambiare.

Se ci diciamo credenti e vogliamo un mondo diverso, non è con i proclami, con i manifesti, con le mozioni, ma con gli atti concreti e con l’esempio personale che si possono aprire i cuori e convincere le persone. Non con le imposizioni e le forzature che producono semmai l’effetto contrario. Ma a ben vedere di esempi noi ne abbiamo avuti in abbondanza da questo Sindaco: ordinanza anti bivacco, raid nelle case, sgomberi forzati, spettacolarizzazione della demolizione con i manifesti sei per tre, etc.

Andrea Rossi

UNA PROPOSTA PER RILANCIARE FALCONARA

December 14th, 2009

LETTERA APERTA AL SINDACO DEL COMUNE DI FALCONARA FINE DI PROMUOVERE LA CREAZIONE DI UNA ZFU A FALCONARA M. MA

In riferimento alle difficoltà strutturali del Comune di Falconara e alla necessità di trovare delle strategie comuni che consentano alla città di uscire in maniera graduale ma costante dal pantano finanziario pregresso e al tempo stesso di dare impulso allo sviluppo, mi permetto di formulare una proposta che ritengo di buon senso e assolutamente utile, ovvero quella dell’ istituzione anche nella nostra città di una ZFU , ovvero di una zona franca urbana.

Le Zone Franche Urbane (ZFU) sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Obiettivo prioritario delle ZFU è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale e degrado ubano, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse tramite strumenti di fiscalità di vantaggio in termini di riduzione fiscale e contributiva a favore di piccole imprese a favore in aree particolarmente svantaggiate con lo scopo di imprimere dinamicità al territorio interessato e contrastare la disoccupazione e la delinquenza.

“Inventate” in Francia anni fa, recepite poi in Italia e previste nella Legge Finanziaria 2007, ribadite da quella 2008 e finanziate dal CIPE, le ZFU in una prima fase pilota, hanno avuto avvio 22 comuni coinvolte in aree del sud, nord e isole, per le quali si prevedono significative agevolazioni. Tali agevolazioni, esenzione totale per i primi 5 anni e graduale phasing out negli anni successivi, consistono in: esenzione dalle imposte sui redditi; esenzione dall’IRAP ; esenzione dall’ICI ; esonero dal versamento dei contributi previdenziali e in misura minore e circoscritta, è previsto anche il sostegno ad imprese già operanti nelle medesime aree urbane

Considerato che l’indirizzo politico nazionale è andato nella direzione di riservare una sola Zona Franca Urbana per  regione, crediamo che Falconara M.ma presenti  tutte  le  caratteristiche  e  le  potenzialità  necessarie richieste, quali purtroppo  quelle negative di difficoltà occupazionale, la presenza di aree molto degradate e siti inquinati di rilevanza nazionale, ma anche quelle positive come il contesto geografico favorevole che può oggettivamente creare una nuova logistica, godendo altresì del privilegio della presenza di  infrastrutture intermodali e aeroportuali e la vicinanza al porto e al capoluogo di regione.

Pertanto Falconara è la scelta migliore per le Marche e potrà costituire un’opportunità per il territorio, da valorizzare anche in un’ottica di stretto raccordo funzionale con strutture strategiche di aera (porto, areroporto, autostrada, interporto), alla luce di uno sviluppo integrato complessivo per tutta la regione, di cui la Zona Franca Urbana potrà rappresentarne il fulcro diventando attrattiva davvero per investimenti e imprese, favorendo l’occupazione e riqualificando aree degradate.

Oggi però siamo ad un bivio. Dopo averne tessuto lodi per mesi, il governo si prepara ora a smantellare le Zone franche urbane, con un emendamento della legge finanziaria con cui l’esecutivo vorrebbe trasformare le esenzioni fiscali previste in un contributo forfettario “nei limiti delle risorse” e riguardante solo l’Ici e i contributi previdenziali. Vale a dire, un colpo duro che comprometterà il funzionamento di questo strumento di fiscalità di sviluppo ancora operativo.

Quello che in questa mia chiedo al Sindaco e giunta è, se si ritiene questa proposta valida e utile, di attivarsi tempestivamente e con decisione e operare attraverso i parlamentari marchigiani, la sollecitazione alla Regione Marche e al Ministero dello Sviluppo Economico chiedendo loro di impegnarsi a sostenere il ripristino delle ZFU nell’approvanda finanziaria 2010 e promuovere la creazione della  ZFU, in particolare allargando la sperimentazione anche a Falconara.

In allegato un DETTAGLIO di cos’è una ZFU download QUI (DOC)

Il consigliere comunale
del PD di Falconara M.ma
Andrea Rossi

NOI “CRISTIANI” O CROCIATI ?

December 6th, 2009

NOI “CRISTIANI” O CROCIATI ?

“Non ci siamo chiamati partito cattolico, i due termini sono antitetici; il cattolicismo è universalità, il partito è politica, è divisione”

Don Luigi Sturzo, primo congresso del partito popolare italiano, 1919.

Il riferimento al cristianesimo stride  con lo spirito di fazione e con l’accostamento ai simboli di partito. Rattrista, leggendo il manifesto del PDL: “Noi crisiani”,  vedere che  ciò che i credenti impegnati in politica sapevano un secolo fa sia ignorato da un certo modo di fare politica oggi.

Il riferimento al cristianesimo stride con un linguaggio sporco che mette da parte tolleranza e mitezza, chiamando a raccolta la gente contro i presunti nemici della fede.

Il riferimento al cristianesimo stride con le accuse di ipocrisia rivolte a chi è portatore di un pensiero diverso, là dove il Vangelo ammonisce: “non giudicate e non sarete giudicati”.

Proviamo rammarico dinanzi al fatto che si faccia del crocifisso un simbolo dell’identità nazionale, contrapposta alle culture di chi entra nel nostro paese, quando la Scrittura e il Vangelo sono messaggi di accoglienza, non di contrapposizione allo straniero: “Il forestiero che soggiorna fra voi, lo tratterete come colui che è nato fra voi, tu lo amerai come te stesso”.

È  una bestemmia contro il Dio cristiano brandire il crocifisso come arma per  nuove crociate, ridurlo a mero pretesto della contrapposizione politica,  gettarlo come una miccia per fare esplodere vecchie discordie e nuove divisioni.

Noi, partito di credenti e non credenti, riteniamo il crocifisso nei luoghi pubblici un simbolo non offensivo per nessuno, purché non sia contraddetto il suo significato: un Dio  che ha condiviso tutto con l’uomo, per il quale nessuno che sia contro altri uomini può dirsi dalla parte di Dio.

Laici e credenti non possiamo accettare la logica che fa di ogni diverso o straniero un nemico, al termine della quale - ci ammonisce Primo Levi - “sta il lager”.
Contro questa tentazione, crediamo che anche la politica debba innanzitutto “costruire la pace”, cioè  una convivenza e una sicurezza comune, dove nessuno, quale che sia  la sua cultura od origine,  sia respinto e nessuno abbia motivo di  sentirsi minacciato.

Novafeltria,  4  dicembre 2009
PD Alta Valmarecchia

Bilancio, manca un milione

November 15th, 2009


Non si sblocca il bando per l’affitto dell’edificio di via Roma

Falconara A meno di un mese dalla presentazione in consiglio comunale dell’assestamento di bilancio non ci sono novità di rilievo sul bando da un milione di euro per la struttura di via Roma grazie al quale l’esecutivo cittadino era riuscito a pareggiare i conti del 2009. Nessuna proposta è arrivata in Comune, nonostante la proroga dei termini di scadenza, e al momento attuale sulla vicenda è calato il più assoluto silenzio dopo l’annuncio, da parte della giunta, di una ripresentazione con “alcuni aggiustamenti”.

“Preso atto della gara deserta per la concessione dei locali di via Roma per la gestione dei Servizi Sociali – aveva fatto sapere il Comune il mese scorso – verranno introdotte alcune variazioni riguardanti le modalità di corresponsione da parte dell’aggiudicatario del canone di concessione pari ad euro 1.023.000”. L’edificio comunale di via Roma, dove oggi ha sede il centro Si, nelle intenzioni del Comune dovrebbe diventare una struttura protetta per anziani e disabili gestita autonomamente da un soggetto privato, ma secondo il gruppo consiliare del Pd, si tratterebbe “soltanto di un enorme bluff”. “Questa è la vera grande criticità per quanto riguarda l’assestamento di bilancio – dice consigliere del Pd Andrea Rossi – avevano messo in bilancio il costo della locazione di 144 mila euro all’anno e il versamento anticipato di otto annualità, una follia, considerando che con il sociale non si fa businnes, non c’è quasi mai ritorno economico ed è difficilissimo quindi produrre utili”. Adesso è da vedere e capire, osserva Rossi, “dove troveranno i fondi che mancano e quali sono le strade alternative sbandierate a suo tempo”. “Avevano parlato della farmacia di via Piemonte – ricorda il consigliere del Pd – ma non sono stati forniti dettagli. Noi da un anno e mezzo chiediamo all’assessore di relazionare in aula sul bilancio, analizzando tutti gli aspetti, ma ancora non abbiamo ricevuto nessuna risposta”. “Ci hanno accusato di essere a favore del dissesto – conclude Rossi – ma non è assolutamente questo il nostro obiettivo, per la città sarebbe una vera tragedia, però è certo che vorremmo delle proposte serie e concrete, e non idee che non stanno neanche in piedi”.

Rassegna Stampa comune di Falconara

November 11th, 2009

Download Rassegna Stampa qui  (PDF)

Intervento sul CAM del 13 Ottobre 2009

October 19th, 2009

Nel merito dell’atto di indirizzo sulla gestione dei rifiuti, non comprendiamo il perché di questa improvvisa accelerazione di tempi visto che all’ingresso delle nuove norme che limitano la gestione “in house” mancano ancora più di due anni e ci sono tutti. Tra l’altro ci appare quanto mai inopportuna un’uscita unilaterale dal protocollo d’intesa con Ancona Ambiente e Astea, a maggior ragione perché le motivazioni del mancato perfezionamento dell’accordo con le due aziende del non ci sono mai state date né dal sindaco né dall’assessore competente.

Crediamo che sia un diritto del consiglio avere notizia ufficiale del perché tali trattative sono ad oggi sfumate e lo crediamo proprio nell’interesse di questa amministrazione che ha tutto il diritto di scegliere un partner il miglio re possibile, ma che ha il dovere di far appalesare le responsabilità, se ci sono state e da parte di chi, del mancato accordo con Ancona e Osimo, accordo che ricordo era stato votato da questo stesso consigli all’unanimità non più tardi di qualche mese fa. Cosa è cambiato da allora? Non è dato sapere

Abbiamo pertanto chiesto, inascoltati, di ritirare l’atto e di procedere ad un pubblico consiglio comunale, partecipi Cam, Ancona Ambiente, Astea, Sindacati per comprendere fino in fondo cosa è successo e capire se ci sono o meno difficoltà reali alla paventata fusione. Nel caso della Fiera si è fatto, oggi invece questa nostra ipotesi non viene presa neppure in considerazione, perché? Eppure Cam è un soggetto strategico per Falconara, come strategici sono i servizi che esso gestisce.

Insistiamo su questo punto dell’accordo tar soggetti pubblico, non perché siamo contrari ai privati, che pure possono essere una risorsa importante per il Cam, come pure l’azienda per loro, in primis perchè abbiamo ben presenti gli esempi negativi che ci sono stati in comuni limitrofi dove nel caso di affidamento di servizi pubblici a privati si sono avuti costi moderatamente più ridotti, ma notevoli disservizi per i cittadini, e poi perché un soggetto pubblico più grande e con una massa critica di servizi e utenti maggiore potrebbe sicuramente avere una capacità contrattuale diversa con un eventuale privato, più vantaggiosa per i comuni e i cittadini stessi.

Esprimiamo grandi perplessità in merito ad un atto che cito testualmente parla di “ gestione del ciclo rifiuti e l’intera gestione dei servizi pubblici locali” e poi “ ricercare un partner in grado di mantenere, per quanto sarà possibile, l’attuale radicamento della struttura con il territorio”. Se le parole hanno un senso, in noi nasce un legittimo sospetto che dietro questa presunta volontà di ricercare un “possibile” partner, ci siano già deciso a tavolino un nome e cognome ben precisi, un privato cioè che vuole rilevare interamente il CAM e tutte le sue attività. Con quali garanzie per i lavoratori? per una struttura che da anni opera e che ha accumulato nel tempo esperienza e know how? di continuare ad investire in tecnologie e innovazione nel nostro territorio? per gli utenti e la qualità del servizio? Nessuna perché questa è la politica del fare. Cioè prima si fa, bene o male non importa basta fare, poi si valutano le possibili conseguenze. In primis quella occupazionale.

A questo proposito, ne rinnovare la solidarietà del PD ai dipendenti CAM, manifestiamo la nostra preoccupazione per la situazione occupazionale di alcuni lavoratori e più generale di tutte le maestranze dell’azienda. Abbiamo appreso dal Sindaco stesso in consiglio che contrariamente alle richieste sindacali di soprassedere fino a gennaio prossimo, si procederà alla cassa integrazione da subito. Una situazione che se non governata rischia di scoppiare e per questo chiediamo di essere messi a conoscenza dei futuri progetti industriali del CdA prima che questi maturino in una trattativa con uno o più nuovi soci.

ANDREA ROSSI
PD FALCONARA

Dai consigli comunali : Mozione ed Interrogazioni

October 7th, 2009

OGGETTO: SICUREZZA DEI PEDONI ZONA PALOMBINA VECCHIA
Premesso che,
Ci sono pervenute numerose segnalazioni da parte dei cittadini residenti in zona circa la rischiosit
dell’area della rotatoria al confine di Palombina Vecchia con Palombina Nuova (intersezione tra via
Calabria e Via Campania)
Si sono verificati casi di incidenti scampati o accaduti causa l’alta velocità di chi proviene da Via
Calabria o Via Campania e non si rende conto della rotatoria posizionata in maniera obliqua rispetto
all’asse viaria
In caso di pioggia, durante e subito dopo, il terreno diventa viscido e ancor più pericoloso
considerando il fatto che oltrettutto l’area in queste evenienze metereologiche genera residui di
terriccio e brecciolino che rendono sdrucciolevole il manto stradale
Che l’area è luogo di passeggio e di ampia frequentazione di anziani e non residenti verso il vicino
supermercato e che pertanto sono esposti al rischio di incidenti per sbandamenti d’auto
Si interroga codesta amministrazione per sapere
 Se ha già provveduto a trovare una soluzione a tale problema
 Se non ritiene opportuno realizzare un guard rail sul marciapiedi lato mare della rotatoria a
protezione dei passanti.

OGGETTO: SITUAZIONE RACCOLTA DIFFERENZIATA PER RIFIUTI DI GIARDINO (erba, rami etc)
Premesso che,
Dopo le positive esperienze dei Comuni limitrofi, anche l’Amministrazione Comunale di Falconara
ha deciso di adottare il progetto realizzato dal C.A.M. S.p.A., sulla scorta degli obblighi di legge (D.
Lgs. 152/2006 e Legge 296/2006) che impongono su tutto il territorio italiano almeno il 50% di
rifiuti differenziati entro il 2009 (a tutto il 2008 la media di rr.dd. a Falconara era del 20% sul totale
complessivo degli rsu, in linea con la media nazionale), il 60% entro il 2011 ed il 65% non oltre il
2012;
Considerati gli input della programmazione regionale e provinciale e del Piano Industriale del
Consorzio di Bacino (adottato da tutti i Comuni facenti parte) che prevedono un sistema di raccolta
“spinta” dei rifiuti mediante il ricorso a sistemi quali il ‘porta a porta’ e la ‘raccolta di prossimità’, il
costante aumento del costo di smaltimento dei rifiuti in discarica e lo status degli stessi impianti su
scala provinciale e regionale che ad oggi e con le produzioni attuali di rifiuti garantisce
un’autosufficienza di smaltimento per altri 3-4 anni.
Si sono previsti cassonetti aggiuntivi rispetto a quelli già esistenti proprio per favorire la
differenziazione e quindi il minor conferimento possibile di indifferenziata in discarica
Esiste una carenza di previsione per il conferimento di rami, erba e piante e similari prodotti
derivanti da potatura di piante, taglio d’erba etc che ad oggi non si sa dove conferire
Si interroga codesta amministrazione per conoscere:
Cosa ha previsto di fare per i rifiuti di tipo “verde” (erba, rami, piante etc) che ad oggi non possono
essere inseriti in nessuno dei contenitori appositi (carta, umido, plastica etc) ma che si dovrebbe
evitare di inserire nell’indifferenziato vista la possibilità di riciclare gli stessi.

OGGETTO: CONTENZIOSO VIA BIXIO 90 E POSSIBILE SFRATTO ASSOCIAZIONE UNITRE
Premesso che,
Nei giorni scorsi in riferimento all’attico di Via Bixio 90 l’amministrazione comunale è risultata
soccombente in secondo grado nella causa contro la Adriatica Costruzioni
La questione non riguarda nelle responsabilità codesta amministrazione (i fatti risalgono a fine anni
settanta) ma inevitabilmente su di essa si ripercuotono le conseguenze
Il valore del contenzioso, incluse le spese legali, ammonterebbe ad oltre 480.000 euro e l’Adriatica
Costruzioni in forza della sentenza può dare immediatamente corso alla vendita dell’immobile
Il comune perderebbe la proprietà di un “pezzo” di pregio e strategico del proprio patrimonio
immobiliare, che fino ad oggi, proprio perché posta “sub judice” non si era potuto inserire tra le
alienazioni comunali per sostenere parte del risanamento economico-finanziario
All’interno dell’ immobile è presente da anni con i suoi uffici e sede dei corsi l’associazione
UNITRE, Università della Terza Età, un’associazione di volontariato senza alcun fine di lucro che
ha lo scopo di contribuire alla promozione culturale e sociale degli associati mediante l’attivazione
di corsi e laboratori inerenti ad argomenti specifici e la realizzazione di altre attività similari
predisponendo ed attuando iniziative concrete oltre che promuovere, sostenere ed attuare studi,
ricerche ed altre iniziative culturali per lo sviluppo della formazione permanente e ricorrente, per il
confronto tra culture generazionali diverse
Si interroga codesta amministrazione per conoscere:
Qual è la strategia dell’amministrazione nei confronti della citata pendenza, ovvero se deciderà di
lasciar vendere l’immobile all’Adriatica costruzioni per recuperare le somme dovute o invece
tentare la strada della transazione con l’Adriatica Costruzioni per riacquisire la disponibilità dei
locali e se si con quali risorse
Se corrisponde al vero o meno, la notizia apparsa sui giornali nei giorni scorsi secondo cui la sede
UNITRE’ verrebbe trasferita nell’immobile in Via Repubblica, con conseguente sfratto di ANPI e
Associazione Libera Caccia e se si quale sarà la sede alternativa per queste associazioni

OGGETTO: Mozione per l’attuazione dell’ art 19 L. 42/09 – Federalismo fiscale
Premesso che
Esiste una situazione in corso per la quale il Ministro del Tesoro ha avviato le procedure, per ora
sospese, di alienazione dell’ex Caserma Saracini
La legge sul federalismo fiscale prevede il trasferimento (a titolo non oneroso) agli enti locali dei
beni demaniali inutilizzati.
La Caserma Saracini è da anni un bene demaniale inutilizzato e pertanto può rientrare, ai sensi
dell’art. 19 delle legge 42/09 sul federalismo fiscale assieme ad altri (ex Polveriera adiacente al
fiume Esino) tra le proprietà che dovrebbero essere trasferite a titolo non oneroso al nostro Comune.
La norma di legge per essere attuata, richiede del tempo ed affida ad una Commissione paritetica, in
fase di costituzione, Stato – Regioni – Autonomie Locali il compito di definire le modalità di
trasferimento.
La nostra città, sempre più chiamata a svolgere un ruolo di servizio a favore della comunit
regionale e nazionale, non può vedersi privata di quest’area che può svolgere, se a disposizione
dell’ente locale, un ruolo strategico per lo sviluppo e la riqualificazione del nostro territorio.
Il Consiglio Comunale con propria votazione
Approva quanto in premessa e impegna Sindaco e Giunta affinché si attivi per interrompere l’iter di
alienazione di questa proprietà che lo Stato ha già avviato e si attivi subito con tutti i mezzi e presso
tutte le sedi per dare attuazione al dispositivo della legge e avviare le pratiche per la concessione a
titolo non oneroso delle aree citate.

Il Consigliere Comunale PD
Andrea Rossi

INTERVENTO VARIANTE PRG c.d. “CASTELFERRETTI”

August 13th, 2009



 

 

Oggi siamo all’epilogo di una vicenda che ha fatto molto discutere fuori e dentro questo consiglio e che attiene a cosa intendiamo per urbanistica e a quale futuro pensiamo quando immaginiamo lo sviluppo della nostra amata quanto martoriata (urbanisticamente parlando) città . Una storia lunga che nasce dalla volontà dell’allora commissario prefettizio, che non ripercorreremo nelle fasi ma di cui oggi vi vorrei ribadire solo alcuni elementi essenziali di criticità che c’erano ieri e ci sono oggi.

 

Ricordiamo infatti che già all’inizio, quando la variante venne proposta avevamo  espresso forti perplessità e riserve sull’operazione, in considerazione del fatto che tale variante, delocalizzando la SUL e spostando le aree edificabili dall’area pai (a rischio idrogeologico) ad un’altra, rendeva concreto il rischio che le risorse già stanziate, dalla regione per il pai e dal per l’alluvione, per adeguare fossi e vasi di espansione, potessero essere dirottati altrove, lasciando chi voleva investire, nell’impossibilità di farlo, oltre che, continuare a giocare sulla pelle dei castelferretesi, esponendoli a rischi di nuove esondazioni come nel 2006 invece di risolvere i problemi. E nonostante fossimo in buona compagnia su questa posizione (associazioni di categoria, forze politiche, comitati, cittadini castelferrettesi) si è andato comunque avanti.

 

Ricordiamo a solo titolo di cronaca che in quegli stessi giorni l’attuale Sindaco e ViceSindaco si dichiaravano contrari alla variante. Salvo poi cambiare radicalmente idea una volta al governo. Una delle numerose giravolte politiche a cui ci hanno abituato e non fanno più notizia. PURTROPPO.

 

Noi invece, in coerenza con quanto sostenuto sia allora che oggi ribadiamo in questa sede le motivazioni a sostegno del nostro NO a tale variante:

1.     ASSENZA DI PUBBLICA UTILITA’ dell’atto che, a differenza delle altre importanti progettazioni che insistono nella medesima area NON SI INSERISCE in un quadro di condivisione politica ed istituzionale e non promette, occasioni di sviluppo, di lavoro e di riqualificazione complessiva del territorio, ma solo quello privatistico

2.     AUMENTA anziché diminuire IL RISCHIO IDROGEOLOGICO perché traslando i diritti edificatori da un’area all’altra NON ELIMINA il rischio, semplicemente SPOSTA L’ATTENZIONE da un’area all’altra e il tanto declamato polmone verde di sostituzione non è certo la soluzione al problema della cronica deficitarietà dei fossi

3.     AUMENTA IL CARICO INSEDIATIVO di alcune centinaia (600 circa) unità ma non vi sono alcun tipo di indicazioni di eventuali servizi connessi all’edificato

4.     AUMENTA IL CARICO VEICOLARE immaginando alcune centinaia di autoveicoli che ogni mattina ed ogni sera andrebbero a riversarsi in un’area già compromessa dal punto di vista del carico delle infrastrutture viarie e aggravando altresì il livello di emissioni inquinati dagli scarichi degli autoveicoli (pm10 etc)

5.     E’ SCOORDINATA RISPETTO ALLE PROGETTAZIONI SUPERIORI, in particolare Quadrilatero, Aeroporto, Interporto, Casello etc che prevedono già per quell’area una programmazione dettagliata e precisa, nei tempie e nei modi

 

Non siamo un partito che vive sulle nuvole e che non capisce le esigenze e le motivazioni che hanno portato prima a questa scelta e poi a quest’ultimo atto. Non siamo un partito dei “No”, anzi crediamo che soprattutto in tema di sviluppo e di urbanistica, si possa e si debba cercare la convergenza tra maggioranza ed opposizione, ma siamo altrettanto fermi nel continuare ad opporci decisamente a progetti dei quali non riusciamo a scorgere l’utilità pubblica e che non si inseriscono in una progettualità condivisa. E siamo decisamente contrari ad un’ urbanistica che vede la sua ragion d’essere solo sulla necessità di fare cassa. Ancor più contrari quando questa creerà un evidente disagio e danno alle popolazioni attualmente residenti.

 

La maggioranza risponderà, ed è vero, di avere tutta la legittima autorità per decidere cosa fare del proprio territorio e di avere anche e per di più ottemperato alle prescrizioni della Provincia di Ancona e di aver effettuato quella “significativa riduzione” di SUL richiesta dall’ente provinciale. Tecnicamente ineccepibile ma POLITICAMENTE ABERRANTE perché ancora una volta si piega il bene comune del territorio e il futuro delle cittadine/i alle esclusive esigenze di cassa.

 

Si dirà che la colpa è nostra, cioè dei danni lasciati dall’amministrazione di CS. E’ inutile ribadire per l’ennesima volta che non solo i partiti ma anche le persone che siedono in questo consiglio sono diverse e non coincidono affatto quelle precedenti. E’ inutile ribadire che la precedente amministrazione, in cui sedeva una parte di noi ha ricevuto plausi bipartisan per i tentativi forti di risolvere i problemi. Inutile ricordare che chi ha causato parte di quei danni oggi è Vice Sindaco. Tutto questo è diventato uno stucchevole e noioso teatrino di cui spero anche voi possiate fare a meno.

 

E’ invece utile dire con chiarezza che tutti i problemi finanziari di cassa e strutturali del comune erano BEN NOTI al Sindaco già PRIMA di diventare primo cittadino, e che pertanto dal momento in cui lui e i suoi membri di giunta hanno accettato quella responsabilità si sono assunti FINO IN FONDO la RESPONSABILITA’ del COMUNE ed è perfettamente inutile FARE PROCESSI ALLE INTENZIONI in questo pubblico consesso visto che non è abbiamo le competenze e che tra l’altro su questo CI SONO INDAGINI DELLA MAGISTRATURA IN CORSO e vedremo dove porteranno. Basta piagnistei! Ora al governo ci siete e a voi spetta l’onere e l’onore di governare. La responsabilità delle scelte è solo VOSTRA. Come anche VOSTRA è la responsabilità di aver SUBDOLAMENTE sobillato al città in campagna elettorale con la promessa del governo amico e dei soldi da Roma. DOVE SONO FINITE OGGI QUELLE PROMESSE?

 

Noi la nostra parte l’abbiamo sempre fatta e continueremo a farla. Nei precedenti consigli abbiamo indicato soluzioni alternative, strade diverse percorribili per almeno tamponare i problemi. La maggioranza non ci ha ascoltato, inutile rivangare il passato. Vedremo le vostre scelte dove ci porteranno.  

 

Non possiamo però non sottolineare che se siamo a questo punto la causa è anche di quello SCELLERATO ACCORDO  fatto con la raffineria, dove in cambio dell’ormai proverbiale PIATTO DI LENTICCHIE, avete svenduto anni di contenziosi. Ben altri avrebbero potuto essere i termini dell’accordo e i vantaggi per la città se ci fosse stata un’amministrazione forte che avesse ricercato un accordo vero ed equo. Ma anche questa è storia.

 

Oggi la delibera sarà salvo sorprese clamorose, approvata a colpi di maggioranza, noi non siamo d’accordo ma, giusto o sbagliato, è la democrazia che decide.

 

Crediamo però che per il futuro sia opportuno nell’interesse di tutti e della città per prima, subito un significativo cambio di passo e di metodo. Invitiamo l’amministrazione (lo facemmo anche ad agosto 2008 ma rimanemmo  inascoltati, chissà se stavolta repetita iuvant) affinché al rientro dalle ferie estive convochi un consiglio comunale ad hoc per esporci con chiarezza qual’ è la strategia della maggioranza in merito allo sviluppo dell’area via marconi - via consorzio-zona artigiana - castelferretti che noi immaginiamo a vocazione produttiva/commerciale e sempre in quel contesto di esporre lo stato dell’arte dei lavori di bonifica dell’area pai, della messa in sicurezza delle aree colpite dall’alluvione, della destinazione delle risorse attribuite a tale scopo da regione marche e commissario straordinario per l’alluvione, al fine di garantire e tutelare i residenti, cittadini e imprenditori.

 

A maggior ragione se ci sono responsabilità o intoppi precisi che non risiedono nell’amministrazione locale dovrebbe essere la prima a volere un consiglio comunale aperto in cui tutti gli attori coinvolti nella vicenda possano confrontarsi con noi ed ognuno mettere sul piatto i problemi e le possibili soluzioni per far si che quella città “virtuale” che molti hanno in mente possa diventare almeno in parte un po’ “reale”. Senza nascondersi solo dietro le scarse risorse, che sono un problema, ma cercando anche strade alternative o una collaborazione pubblico – privata, magari con un project financing, ma con un intento comune: quello di sbloccare un’area e dare il via libera ad investimenti e sviluppo. Su questo ci siamo e ci saremo sempre.

 

In conclusione  in coerenza con il quanto in quest’anno e mezzo detto fuori e dentro il consiglio, noi VOTEREMO CONTRO l’atto, ricordando a chi interverrà dopo di me e ci accuserà di irresponsabilità, che è difficile dare lezioni e chiedere condivisione quando, nel recente passato, a parti invertite con un CS al governo che non disponeva certo di una maggioranza blindata come quella dell’ attuale CD, quel sostegno responsabile da parte dell’ attuale Sindaco e parte del centro destra non ci fu dato.

 

Non si può infatti essere considerati avversari serie responsabili quando si condivide, e invece demagoghi e disfattisti quando si argomentano con chiarezza e coerenza le ragioni di un voto contrario.

 

Andate pertanto pure avanti a colpi di maggioranza, noi continueremo fieri ad opporci ad un’urbanistica non condivisa e partecipata, ma autarchica e privatistica, pensata e fatta sopra la testa dei cittadini, con la sola giustificazione di “fare cassa”. Lavoriamo insieme per liberare territorio, risorse ed energie per riqualificare la città e noi ci saremo oggi come ieri.

 

Migranti

July 4th, 2009

Palazzo Madama approva il progetto del governo. Franceschini: “Un danno per il paese” Il Vaticano: “Basta criminalizzare gli stranieri. Norma che porterà dolore” Il pacchetto sicurezza diventa legge  Sì alle ronde, la clandestinità è reato
Berlusconi: “E’ un provvedimento da me fortemente voluto che garantisce i cittadini”

Il Ddl sicurezza diventa leggeIl testo approvato con 157 voti favorevoli, 124 contrari e 3 astenuti.Introdotto il reato di immigrazione clandestina

Ora l’Italia è più cattiva

Ma è davvero questa l’Italia che vogliamo? Proviamo a riflettere insieme a partire da alcune autorevoli voci….
Migranti: il diritto di bussare alle nostre porte (tratto da www.AggiornamentiSociali.it)
Il provincialismo blocca la speranza, perché marcia contro la storia. È l’ora di liberarsi della categoria del «nemico», che demonizza e criminalizza il forestiero.
«Si tratta di un’invasione dalla quale bisogna difendersi? Oppure i poveri hanno il diritto, appunto perché poveri, di bussare alle porte delle società benestanti?». È l’interrogativo da cui parte la riflessione di Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, pubblicata nel numero di luglio-agosto del mensile gesuita Aggiornamenti Sociali. I problemi dell’accoglienza, i respingimenti e i rimpatri, i fenomeni di xenofobia e razzismo non sono un caso solo italiano, limitato ai tentativi dei migranti africani di raggiungere le coste siciliane di Lampedusa, ma riguardano tutto il pianeta, scosso dalle migrazioni di oltre 200 milioni di vite umane.
Si capisce allora quanto sia necessaria «l’istituzione di un ordinamento giuridico internazionale, che stabilisca un’effettiva condivisione di responsabilità tra i Paesi di partenza, transito e destinazione» dei migranti, in modo che «nessuno sia lasciato solo nel gestire le difficili situazioni che inevitabilmente si creano». E se nessuno vuole negare agli Stati l’autorità di stabilire le modalità di entrata e permanenza sul proprio territorio, non si può dimenticare che questa sovranità è vincolata «dalla ratifica dei trattati internazionali e dal rispetto di due principi etici: la tutela della dignità della persona» e la convinzione che «tutta l’umanità, al di là delle distinzioni etniche, nazionali, culturali e religiose, formi una comunità senza discriminazioni tra i popoli, che tendono alla solidarietà reciproca. In sintesi i «diritti umani fondamentali, garanti della dignità della persona, devono essere pienamente assicurati. Analogamente va detto per i doveri, che tutti devono assumersi per garantire la reciproca sicurezza, lo sviluppo e la pace».
Abbiamo oltrepassato la soglia del terzo millennio, sono maturi i tempi» perché la diversità sia apprezzata come ricchezza. «Del resto, si sa, - continua Vegliò - il provincialismo blocca la speranza, perché marcia contro la storia. Il fenomeno migratorio sta producendo nuove schiavitù nelle società opulente, spesso senza valori». Diventa allora necessario che istituzioni scolastiche e ecclesiali lavorino sulla formazione dei giovani, su temi riguardanti, «per esempio, la democrazia, i diritti umani, la pace, l’ambiente, la cooperazione e la comprensione internazionale, la lotta alla povertà, il dialogo interreligioso e tutte le questioni connesse allo sviluppo sostenibile». La strada da battere sembra essere quella della «differenza nella comunione»: differenza che diventa ricchezza, «purché ci si liberi della categoria del “nemico”, che demonizza e criminalizza il forestiero».

02/07/09 Corriere della Sera - MILANO - Ha immediatamente raccolto il parere contrario di monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti, l’approvazione in via definitiva del disegno di legge sulla sicurezza. La nuova legge porterà «molti dolori e difficoltà» gli immigrati, secondo Marchetto. «Anche se si aspettava questa approvazione - afferma al telefono l’Arcivescovo commentando l’ok del Parlamento alla nuova legge - non posso non essere triste e dispiaciuto, con preoccupazioni per la prospettiva che ci si apre dinanzi e a mio avviso porterà molti dolori e difficoltà per persone che, già per il fatto di essere irregolari, si trovano in una situazione di precarietà».
«NON DEMONIZZARE LO STRANIERO» - Il responsabile vaticano per l’immigrazione, mons. Antonio Maria Vegliò, chiede che non vengano demonizzati o criminalizzati gli stranieri. Nel giorno in cui è stato approvato il pacchetto sulla sicurezza, l’esponente della Santa Sede, in un articolo su “Aggiornamenti Sociali”, critica chi vede nell’immigrazione «un’invasione dalla quale bisogna difendersi».
LE CRITICHE - Marchetto da parte sua analizza i vari punti critici della legge appena approvata, a partire dal reato di immigrazione clandestina. «La criminalizzazione dei migranti è per me il peccato originale dietro al quale va tutto il resto», afferma il presule. L’estensione a due a sei mesi della permanenza nei centri di espulsione (Cie) «avrà gravi conseguenze per coloro che saranno detenuti e - afferma Marchetto - poiché in Europa ci sono paesi che prevedono un periodo di detenzione più breve non si può dire che si tratti di un costringimento europeo». Il segretario del dicastero vaticano critica poi l’obbligo di denuncia dei clandestini da parte dei pubblici ufficiali: «Sarà carico di conseguenze», prevede.

Andrea Rossi (PD) critica l’operazione di via Roma

March 26th, 2009

Il Pdl: “Un miracolo chiudere il bilancio”
Pastecchia plaude al lavoro di gruppo. Ma Rossi del Pd critica l’operazione di via Roma

Falconara “Ma quale bluff? Mastrovincenzo dovrebbe riflettere, invece, sui diecianni di amministrazione Ds-Carletti che hanno portato questa città sull’orlo della bancarotta”. Secondo il coordinamento cittadino del Pdl il Sindaco e la giunta, al contrario “hanno fatto un vero miracolo nel riuscire a chiudere il bilancio senza tagliare servizi e senza aumentare nessuna tassa, in una situazione tanto pesante ereditata dalle passate amministrazioni”. Il vice coordinatore comunale Piero Pastecchia, a nome di tutto il Pdl plaude quindi “a tutto il gruppo di lavoro che ancora una volta si è distinto per una politica dei fatti e non delle chiacchere, chiacchere a cui eravamo amaramente stati abituati dalle passate amministrazioni”. Di tutt’altro parere il consigliere del Pd Andrea Rossi che esprime la sua perplessità in particolare sulla questione dell’affitto dell’immobile di via Roma (grazie a questa operazione l’esecutivo ha reperito il milione di euro che mancava per chiudere il bilancio) e sulla Quadrilatero.

“Ci domandiamo tutti – dice Rossi - come e dove sarà mai possibile trovare un ente o un privato che anticipi al comune i canoni di affitto per la struttura di via Roma per un importo apri ad un milione di euro tra l’altro senza garanzie di una convenzione con l’ente stesso per i servzi. Forse dallo stesso cilindro da cui è uscita questa balzana proposta”. Per quanto concerne la Quadrilatero, Rossi rileva che “nessuno ci ha spiegato se e come sia davvero possibile usufruire dei due milioni di euro che vengono messi, con leggerezza, a bilancio ma temiamo possano rimanere solo sulla carta visti gli aspetti burocratici legati al rapporto del Comune con la società non sono definiti”. Inoltre un milione e 530 mila euro è la cifra iscritta a bilancio per la vendita degli immobili comunali stimati in effetti oltre due milioni di euro il che sottende, rileva il consigliere del Pd “che ci sarà una vera e propria ‘svendita’ di questi beni, ammesso che qualcuno si presenti per acquistarli cosa della quale dubitiamo fortemente e di cui la giunta non ci ha mai dato rassicurazione alcuna visto che siamo e restiamo all’oscuro della questione alienazioni”. “In sintesi – conclude Rossi – ad una prima sommaria valutazione che ci riserviamo di approfondire di più è quella di un bilancio di carta e non di sostanza, fatto di voci che poi alla verifica dei fatti non potranno essere sostanziati (alienazioni, Quadrilatero, locali via Roma). La giunta ripropone i metodi e la ‘creatività’ contabile che per anni ha contestato all’allora centrosinistra di Carletti. Questo la città non se lo merita, non lo potrebbe sopportare e per questo ci batteremo fino in fondo per un bilancio davvero trasparente e reale”.


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